Caulonia, centro dell’Alto Jonio reggino, sorge panoramica dall’alto dell’amba dorsale d’un calanco argilloso, alla sommità di una collina a 9 Km. dalla E90-SS.106. A Sud-Est si può ammirare la vallata dell’Allaro (il Sagra della Magna-Grecia, mentre sul lato Sud-Ovest si scorge la vallata dell’Amusa. Entrambe le vallate, sino a qualche tempo addietro rappresentavano la maggior fonte di ricchezza della comunità: lungo gli argini delle fiumare insistevano meravigliose piantagioni di agrumi, proprio su quegli appezzamenti di terreno che nei secoli precedenti venivano coltivati a gelso per l’allevamento del baco da seta.
Il suo territorio si estende dal mare sino alle serre d’Apromonte, elevandosi a 1.050 m.s.m. con il monte Gremi. Confina coi comuni di Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Martone, Nardo di Pace, Placanica e Stignano.
Comprende, oltre al centro storico, ben 18 Frazioni, fra cui, a monte: Campoli, Gozza, Ficara, Agromastelli, Ziia, Ursini, San Nicola, Pezzolo, Popelli; verso il mare: Candidati, Marano, Vasì, Canne, Focà, Grotte di Tarzia, Santa Domenica e, soprattutto, la Marina.
Il Centro storico
Il suo centro storico conserva tutta la poesia di un tempo che altrove è quasi scomparsa e che qui, come in molti altri centri della Calabria, sembra essersi fermata: stradine, vicoli, sottopassaggi, scalette, vecchi portali di pietra, palazzi gentilizi, chiese e monumenti nazionali.
Le origini della città permangono ancora sconosciute. La documentazione pervenuta risulta ancora lacunosa. Nessun documento ci riporta ai primitivi insediamenti. Sono pervenuti sino a noi, frammenti, schegge, cocci dell’antichità. Quindi, la continuità del centro non è affidata all’antico. E’ affidata, invece, ai continui rifacimenti, a restauri, quando non a delle recenti sovrapposizioni. Di conseguenza assume il carattere di centro antico senza avere, però, l’auridicità del passato.
Testi di Ilario Camerieri