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L’Associazione Culturale “Il Brigante” continua il suo percorso di ricerca con l’intento di far riaffiorare tradizioni sopite ma vive nei ricordi, che hanno bisogno di una scossa per essere riportate alla luce. È molto probabile che la comparsa dei “giganti” e del “camiddu” all’interno della festa, sia da ricollegare al periodo Aragonese in Calabria. Queste figure mitiche che si vedono sempre meno, quando capita di incontrarle stimolano la curiosità tanto da catturare completamente l’attenzione di chi le guarda. |
| Il Brigante ha riproposto alla chiusura delle proprie feste, la danza dei giganti “Mata e Grifone” e - quando possibile, dati i costi elevati - il ballo del “Camiddu”. La folla, le grida e soprattutto il forte rumore provocato dai suonatori di grancassa e tamburi, riproducono in modo onomatopeico l’arrivo dei saraceni o la cacciata degli stessi. Dal punto di vista simbolico, nel mito popolare di Mata e Grifone, viene denunciata ogni discriminazione razziale, che in modo molto esauriente viene rappresentata nell’amore tra "l’infedele turco" di religione musulmana e "la nobildonna" di religione cristiana. |
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La paura collettiva presente nella comunità, viene esorcizzata nello sfiorare i grandi simulacri, sembrano sfidarsi rincorrendosi e rincorrendo soprattutto i bambini, terrorizzati dall’idea di essere afferrati, i quali, facendosi "toccare" o "toccando" esorcizzano questa atavica paura. Il senso del "ballo dei giganti" trasposto nella nostra società, assume (almeno per noi) un significato antirazzista. |
| Ci sembra giusto ricordare che la "contaminazione" non riguarda solo la società odierna, perché molti popoli dalle lingue e culture diverse hanno attraversato le nostre terre fin dai tempi più remoti, arricchendo la cultura dei nostri luoghi, non solo con opere architettoniche ma soprattutto col loro modo di vivere, con credenze e consuetudini che provengono da una cultura "mora". | ![]() |
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Ma questo molto spesso lo dimentichiamo pensando che Lampedusa sia un fenomeno del terzo millennio. I giganti quindi per dire che alla fine siamo tutti "figli di Annibale". Quindi, l’Associazione Culturale “Il Brigante”, accertato che Serra fino ai primi anni della seconda metà dell’Ottocento era anche riconosciuta come patria dei “gigantari”, ha riportato alla luce un importante evento di matrice prettamente popolare. |