Il Festival


La manifestazione, giunta al suo ventesimo anno di attività, assume il ruolo di vero e proprio propulsore culturale nel suo intento di promuovere la riconnessione di un territorio che ha condiviso una storia comune nell’epoca definita Magno-Greca, attraverso l’eredità della musica e della danza tradizionale popolare.

4

Days

Si parte dal 22 al 25 di Agosto per far rivivere musica e tradizioni del centro storico di Caulonia

4

lezioni di tarantella

Quest'anno i seminari si svolgeranno in due sessioni: Summer Festival e Academia.

16

Gruppi

Durante il Festival si esibiranno 16 gruppi di artisti

Programma


Il Festival è stato strutturato per far permeare gli elementi divulgativi attraverso contesti il più possibile fruibili da tutti, senza sacrificare il piacere ed il divertimento di partecipare, anche attivamente, agli eventi spettacolari. Altro elemento tenuto in forte considerazione nell’evento di quest’anno è il coinvolgimento più ampio possibile del vasto territorio che connota la configurazione topografica del Comune di Caulonia

22 AGOSTO
ore 18.00
Lezioni di Tarantella Calabrese
Venue: Piazza Seggio
Lezioni di Tarantella Calabrese, Pizzica Salentina, U Ballettu Siciliano il momento didattico coreutico dove verranno insegnati i principi delle danze oggetto di attenzione del festival di questo anno
ore 20.00
Fabio Tricomi “L’Antica Danza: U Ballettu”
Venue: Dipinto Bizantino (Monumento di Rilevanza Storica Nazionale)
Concerto Pre Serale
ore 22.00
HEVIA - Orchestra Popolare Calabrese - Taragnawa Friends
Venue: Piazza Mese (Main Stage)
Concertone “Oltre la Tradizione” Momento topico della manifestazione in cui si propongono concerti dall’altissimo livello tecnico e spettacolare. Viene messa in gioco qui l’esperienza di artisti di rilievo sia del panorama specifico musica etnica che di campi diversi, studiando, anche sperimentalmente, relazioni possibili tra culture e generi musicali differenti. Le “contaminazioni”, intese come scambio ed integrazione di culture, sono la base di ogni evoluzione culturale, soprattutto nelle nostre regioni che si affacciano sul mare aperto al flusso del dare e del ricevere. Pecial guest: Hevia a seguire Qantara
ore 23.45
La Tradizione si Danza
Venue:
in Contemporanea Piazza Mese; Piazza Seggio; Piazzetta Bellavista; La Tradizione si Danza - Tarantella Calabrese; Pizzica Salentina; Ballettu Siciliano Suonatori della viva tradizione popolare delle rispettive regioni di appartenenza di queste danze tipiche coinvolgeranno il pubblico in una notte di danza tipica, alla scoperta delle differenze e dei punti in comune, animati e guidati da danzatori professionisti.
23 agosto
ore 18.00
Lezioni di Tarantella Calabrese
Venue: Piazza Seggio
Lezioni di Tarantella Calabrese, Pizzica Salentina, Ballettu Siciliano
ore 20.00
“Identità Musica e Parola” Cataldo Perri, Carmine Abate (Premio Strega, Premio Campiello), Fabio Macagnino
Venue: Dipinto Bizantino (Monumento di Rilevanza Storica Nazionale)
Concerto Pre Serale - “Identità Musica e Parola” Cataldo Perri, Carmine Abate (Premio Strega, Premio Campiello), Fabio Macagnino
ore 22.00
AGRICANTUS - FRANCESCO CAFISO e i Magnifici 3
Venue: Piazza Mese (Main Stage)
Concertone “Oltre la Tradizione” - AGRICANTUS - FRANCESCO CAFISO e i Magnifici 3 (Francesco Cafiso: Sax; Francesco Buzzurro: Chitarra; Giuseppe Milici: Armonica Cromatica)
ore 23.45
La Tradizione si Danza
Venue: in Contemporanea: Piazza Mese; Piazza Seggio; Piazza Bellavista
La Tradizione si Danza - Tarantella Calabrese; Pizzica Salentina; Ballettu Siciliano
24 agosto
ore 18.00
Lezioni di Tarantella Calabrese
Venue: Piazza Seggio
Lezioni di Tarantella Calabrese, Pizzica Salentina, Ballettu Siciliano
ore 20.00
Il Cantastorie Sicilia e Calabria a Confronto (Nino Racco, Matilde Politi)
Venue: Dipinto Bizantino (Monumento di Rilevanza Storica Nazionale)
Concerto Pre Serale - Il Cantastorie Sicilia e Calabria a Confronto (Nino Racco, Matilde Politi)
ore 22.00
EUGENIO BENNATO - Special Guest: MUJURA, SPONDA SUD QUARTET
Venue: Piazza Mese (Main Stage)
Concertone “Oltre la Tradizione” - EUGENIO BENNATO - Special Guest: MUJURA, SPONDA SUD QUARTET
ore 23.45
La Tradizione si Danza
Venue: in Contemporanea: Piazza Mese; Piazza Seggio; Piazza Bellavista
La Tradizione si Danza - Tarantella Calabrese; Pizzica Salentina; Ballettu Siciliano
25 agosto
ore 18.00
Lezioni di Tarantella Calabrese
Venue: Piazza Seggio
Lezioni di Tarantella Calabrese, Pizzica Salentina, Ballettu Siciliano
ore 20.00
TENORES DI BITTI
Venue: Chiesa del Rosario
Concerto Pre Serale - TENORES DI BITTI (il canto polifonico sardo patrimonio dell’ UNESCO)
ore 22.00
TAMBURI TAIKO di Joji Hirota a seguire Mimmo Cavallaro
Venue: Piazza Mese (Main Stage)
Concertone “Oltre la Tradizione” - TAMBURI TAIKO di Joji Hirota- Tra ritmo puro e coreografia (in esclusiva da Londra la più antica tradizione giapponese) - MIMMO CAVALLARO - TENORES DI BITTI (il tipico canto sardo patrimonio dell’ UNESCO) Special Guest: Fabio Vargiolu (Launeddas)
ore 23.45

Venue: in Contemporanea: Piazza Mese; Piazza Seggio; Piazza Bellavista
La Tradizione si Danza - Tarantella Calabrese; Pizzica Salentina; Ballettu Siciliano

Artisti


Il Festival di quest’anno si caratterizza per l’elevata caratura artistica delle proposte in programma, sia dei prime time culturali delle 20.00 (una novità di quest’anno) che delle serate di Piazza Mese. 14 gruppi, oltre 70 artisti al Kaulonia Tarantella festival 2017 coinvolgeranno le vie di Caulonia, creando un’atmosfera tutta da scoprire.

  • Tamburi taiko di Joji Hirota

    HEVIA

    Agricantus

  • Francesco Cafiso – i magnifici tre

    Eugenio Bennato

    Mujura

  • Sponda Sud quartet

    I Tenores di Bitti

    Mimmo Cavallaro

  • Fabio Vargiolu

Tamburi taiko di Joji Hirota

La prolifica carriera di Joji Hirota comprende 16 pubblicazioni e più di trent’anni di lavoro, durante i quali il musicista ha intessuto dinamici arazzi sonori fatti di ritmo e melodie ammalianti con temi come la natura e la bellezza della vita quotidiana. Dopo aver ricevuto un encomio dall’ambasciata giapponese del Regno Unito nel 2003 per il suo contributo alla cultura giapponese oltremare, Hirota ha sempre continuato a lavorare ad un vasto numero di progetti tra cui il tour concert Beyond The Requiem con la London Metropolitan Orchestra con cui ha dato un aiuto economico alle popolazioni giapponesi colpite dall’immane terremoto nel 2011. “Japanese Taiko” propone i ritmi intricati ed affascinanti creati utilizzando tamburi taiko di varie dimensioni, suonati da Joji Hirota e dagli eccellenti musicisti della formazione London Taiko Drummers. Lo spettacolo è mozzafiato: le grandiose percussioni taiko ed i mistici gong danno vita ad un concerto ipnotizzante che entra nell’anima e la purifica. “Japanese Taiko” è molto più di un album: è un’esperienza interiore.

HEVIA
Hevia, il piper internazionale inventore della cornamusa elettronica, ha rivoluzionato la musica popolare esportandola oltre i confini storici, dopo aver venduto più di due milioni e mezzo di album in tutto il mondo. Ha vinto dischi d’oro e di platino in Italia, Ungheria, Belgio, Danimarca e Nuova Zelanda, tra gli altri paesi. Giunto al successo sulle note di Busindre reel dall’album No Man’s Land. Nel 2000 esce il secondo album Al Otro Lado – Al otru llau che ne rinnova i successi, con altre tournée in posti vecchi e nuovi. L’anno seguente vede il realizzarsi del suo sogno con l’inaugurazione di una fabbrica di strumenti a Guadarrama, che lo vede dividersi tra l’attività di manager per questa impresa e quella di muicista. Nel 2003 realizza Étnico ma non troppo con l’intento di definire la sua musica come espresso dal titolo. Da Obsession, il lavoro successivo in cui gli arrangiamenti orchestrali hanno un ruolo importante viene tratta una canzone, Luz De Domingo, è stata scelta come tema del film omonimo con cui Jose Luis Garci ha vinto il premio Oscar.
Agricantus
La band siciliana Agricantus è certamente uno dei gruppi italiani più famosi della scena internazionale della world music prodotta in Italia. La loro è una miscela musicale particolare creata con strumenti tradizionali, elettronici, tecniche moderne ed arcaiche che trasportano l’ascoltatore in un viaggio in cui le tradizioni orali, le voci ed i rituali del Sud Italia e del Mediterraneo descrivono lontani territori musicali e di grande evocazione. “Akoustikòs” è il nuovo progetto musicale che nasce dall’incontro con la vocalist e pianista siciliana Anita Vitale, cantante di formazione jazzistica che ha sempre avuto un particolare feeling verso la musica etnica e world, specialmente di provenienza siciliana. In questo nuovo percorso, timbri e strumenti elettronici, elementi che da sempre hanno fatto parte della cifra stilistica e della ricerca musicale del gruppo, lasciano spazio al suono naturale, fatto di legni, corde, canne, pelli, tavole armoniche, voci, nella loro dimensione più pura. Il gruppo rivisita parte del suo repertorio in chiave “essenziale” e, muovendosi tra sonorità arcaiche, acustiche e di musica d'autore, ne esalta la magia dei suoni, delle melodie e dell'aria che vibra. Il viaggio non si ferma, ma prosegue con entusiasmo ancora maggiore e si rigenera attraverso nuovi incontri e confronti. L’attuale line-up comprende Anita Vitale (voce, Fender Rhodes, pianoforte), Mario Crispi (strumenti a fiato etnici, voce), Mario Rivera (basso acustico, voce), Giovanni Lo Cascio (drum set, percussioni). Ospiti: Massimo Laguardia – tamburi a cornice, voce / Enzo Rao – violino, oud / Seby Burgio - pianoforte, tastiere. Con la pubblicazione dell’album “Gnanzù!” (1993) e successivamente con quella dell’EP “Viaggiari” (1995), la band concretizza un cammino iniziato fin dal 1979 che la porta a rivisitare melodie e testi della tradizione orale del Sud Italia mescolandole con musica ambient ed influenze elettroniche. Nel 1996 Agricantus con CNI Compagnia Nuove Indye realizza “Tuareg”, uno dei suoi lavori più rappresentativi, che permette alla band di raggiungere il successo in Italia e in Europa. “Tuareg” vince la prestigiosa Targa Tenco 1996 per il miglior album in dialetto e raggiunge il 6° posto nella World Music Chart europea. Nel 1997 Agricantus vince il PIM – Premio Italiano Musica, e interpreta la colonna sonora del film “Hamam - Il bagno turco”, vincitore del Globo D’oro. Nello stesso anno viene pubblicato “Hale Bopp Souvenir”, un mini-cd con la partecipazione di Fadimata Wallet Oumar, portavoce della più autentica cultura Tuareg. Nel 1998 Agricantus realizza “Kaleidos”, album in cui la band compie un viaggio ideale alla ricerca delle radici popolari della musica classica, mescolando la composizione classica ispirata alla musica popolare con strumenti arcaici e tecnologia moderna. Sempre nel 1998, la band partecipa come interprete alla colonna sonora del film “I Giardini dell’Eden”; nel 1999 l’album “Best of Agricantus” viene pubblicato negli Stati Uniti e distribuito anche in Canada, Sud America, Australia e Giappone. Questo album In poche settimane scala le vette delle classifiche radiofoniche dei campus universitari americani e australiani. Nello stesso anno esce “Faiddi”, una raccolta di alcune canzoni del proprio repertorio reinterpretate dal vivo, mentre, nel 2000 firma la colonna sonora del film “Placido Rizzotto” di Pasquale Scimeca (Edizioni Look Studio Srl). Nel febbraio 2001 esce “Ethnosphere”, un viaggio musicale attraverso il Tibet e il Mediterraneo, descrivendo paesaggi composti da luce e ombra, giorno e notte, introspezione ed estroversione ed inspirato alle filosofie orientali. Nel febbraio 2002 viene pubblicato “Jamila”, un singolo prodotto da una collaborazione tra Agricantus e il chitarrista Francesco Bruno. Nel 2001 vengono pubblicati in Nirvana Lounge (2001) con  il brano “Hala Hala”, in Buddha Bar IV (2002) con il brano “Amatevi” (prima canzone italiana inclusa in questa raccolta), in Siddharta vol. 1 (2003) con il brano “Orbi Terrarum”. Questa collaborazione porta successivamente al concerto live di Agricantus e Dj Ravin con la partecipazione a prestigiosi festival internazionali come “Roma Incontra il Mondo 2003”, “Festival delle Ville Tuscolane 2005”, “Palermo Kals’Art 2005”. Gli Agricantus hanno tenuto concerti in diversi paesi del mondo e sono stati ospiti di festival internazionali come “Le Printemps de Bourges”, “Arezzo Wave”, “The Europennes nuit” a Strasburgo, “Womad” e “Festival Internazionale della Medina” di Tunisi. Agricantus ha avuto diverse formazioni, dal 1979 al 2008, quando la band ha interrotto la propria attività per alcuni anni. Nel 2013 il cammino artistico è ripreso con una formazione rinnovata, sempre con CNI Compagnia Nuove Indye. Viene pubblicato il singolo “Omini”, e successivamente gli album “Turnari” (2014) ed il nuovo progetto “Akoustikòs - volume 1” (2018).
Francesco Cafiso – i magnifici tre
Francesco Buzzurro, Francesco Cafiso e Giuseppe Milici sono tre grandi musicisti italiani di fama mondiale. Nonostante ciascuno di loro abbia una consolidata carriera, amano condividere il palcoscenico molte volte durante l’anno, suonando soprattutto in occasione di speciali eventi culturali ed istituzionali, facendo confluire nella musica i loro differenti background che rivelano una grande tecnica unita ad una estrema consapevolezza e profonda conoscenza dei loro strumenti. Francesco Cafiso è uno dei più precoci talenti di questo secolo, un incredibile sassofonista che, dopo essere stato scoperto da Wynton Marsalis quando aveva appena nove anni, ha suonato ai più importanti jazz festival del mondo, collaborando con giganti come Joe Lovano, Hank Jones, I Manhattan Transfer e la Count Basie Orchestra. Francesco Cafiso ha suonato anche davanti a Barack Obama prendendo parte agli eventi organizzati negli Stati Uniti per la sua elezione. Egli è un autentico virtuoso del suo strumento e riesce a combinare un impressionante fraseggio con un alto livello di lirismo. Francesco Buzzurro è un chitarrista veramente innovativo, che suona di tutto sulla sua chitarra classica, dal jazz alla musica etnica, dalla musica classica a grandi arrangiamenti di brani pop, infatti il suo ultimo lavoro discografico è intitolato “One Man Band” per la fantastica abilità dell’artista di trattare la chitarra come una piccola orchestra. Ennio Morricone afferma che Francesco Buzzurro è uno dei più grandi chitarristi del nostro tempo, perché riesce a rendere fruibile anche la più difficile musica al grande pubblico. Ha scritto musica per il teatro e per un film prodotto dai fratelli Muccino e ha collaborato con star del pop e del jazz come Toots Thielemans, Phil Woods, Lucio Dalla ed Antonella Ruggiero. Giuseppe Milici può essere considerato il re dell’armonica, un piccolo strumento con una grande voce che sembra cantare durante tutto il concerto. Essendo allo stesso tempo l’armonica del Festival di Sanremo ed un richiestissimo sideman, specialmente dal celebre Gino Paoli, Giuseppe Milici ha girato il mondo in tour ripetutamente in diverse formazioni ed è regolarmente invitato ad esibirsi in programmi televisivi nazionali, spesso come ospite di Pippo Baudo. Ha scritto colonne sonore per film e ha registrato molti cd a suo nome evidenziando una particolare sensibilità che gli consente di suonare con disinvoltura sia il jazz che la musica di star mondiali come Burt Bacharach e Michael Jackson. Francesco Cafiso, Giuseppe Milici e Francesco Buzzurro, un unico ed entusiasmante concerto, una indimenticabile performance che presenta tre giganti della musica che condividono le stesse origini siciliane ma anche la più profonda passione per fare musica che si possa immaginare.
Eugenio Bennato
Eugenio Bennato fonda negli anni Settanta la Nuova Compagnia di Canto Popolare, il primo e più importante gruppo di ricerca etnica e revival della musica popolare dell'Italia del Sud. La NCCP, scoperta dal grande artista napoletano Eduardo De Filippo, che la accoglie nel suo teatro, dopo l'esordio al Festival dei Due Mondi di Spoleto ('72) realizza tournées di grande successo in Italia e all'estero (Francia, Inghilterra, Germania, Iugoslavia, URSS, Argentina, ecc.)Eugenio nel 1976 fonda con Carlo D’Angiò MUSICANOVA e inizia un'attività autonoma di compositore con costante riferimento allo stile popolare. Realizza numerosi LP di successo, fra cui "Brigante se more" (1979), contenente brani sul brigantaggio meridionale ancora oggi estremamente popolari tra il pubblico giovanile.Scrive decine di colonne sonore per cinema, teatro e balletto classico.Ricordiamo fra le altre, “L’eredità della priora” di A.G.Majano (1980 Raiuno) "Don Chisciotte" di Maurizio Scaparro (1984, premio Colonna Sonora), "Cavalli si nasce" di Sergio Staino e "La stanza dello Scirocco" di Maurizio Sciarra per i quali riceve il Nastro d'Argento (1988 e 1999). Nel 1998 fonda con la collaborazione di Silvia Coarelli, il movimento "Taranta Power" che, sulla scia di uno straordinario rinnovato interesse del grosso pubblico giovanile per il ritmo della taranta rituale, propone nuove strade di creatività artistica e segna una frattura con il passato modo d’intendere la musica popolare in Italia. Nel febbraio 2000 realizza la tournée “Lezioni di tarantella” che porta i grandi maestri storici della tarantella nei Centri Sociali di Firenze, Milano Padova, Bologna e Roma.La tournée internazionale Taranta Power di Eugenio parte nel 1999 nei grandi teatri delle principali città dell'Est Europa: Zagabria, Belgrado, Sarajevo, Dubrovnik, Tallin Varsavia Praga Pristina, Skopje e prosegue nel 2000-2001 in Marocco, Tunisia, Australia, Canada, U.S.A.,Argentina, Spagna, Francia , Algeria. Il 17 febbraio 2001 partecipa al Womad festival di Peter Gabriel in Australia, ed il suo brano “Taranta Power” è inserito nella raccolta “ Womad 2001”. Sarà poi lo stesso Peter Gabriel ad invitarlo nuovamente per le tappe di Reading (Inghilterra) e di SingaporeNel Giugno del 2002 pubblica un nuovo lavoro dal titolo “ Che il Mediterraneo sia “, che allarga il senso della musica etnica italiana ad un orizzonte mediterraneo, e apre alla collaborazione di energie artistiche presenti in Italia per la nuova emigrazione proveniente dai sud del mondo.La tournée “Che il Mediterraneo sia” inizia nell’estate 2002 e dall’Italia si estende a tappe significative come lo Sfinks festival ed il Festival de Brugges in Belgio, lo Stimmen festival ed ilFestival di Norimberga in Germania, il Festival di Villanova ed il Festival di Salamanca in Spagna, il B.B.C. Chappel Union in U.K.; Festival du Vent in Corsica, Festival del cinema egiziano dell’Opera del Cairo (dic. 2004) e ancora concerti in numerosi paesi del Mediterraneo (Francia del sud, Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Turchia, Grecia, Albania, Croazia) dell’Africa (Mozambico, Swaziland, Africa del Sud) e dell’Europa continentale (Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Inghilterra). Nel 2003 scrive, per la prima volta unitamente al fratello Edoardo, la colonna sonora del cartone animato “Totò Sapore”, visto da milioni di bambini. Anche l’attività concertistica prosegue, arricchendosi di nuove ed importanti tappe come: Addis Abeba, Il Cairo, Festival di Tabarka in Tunisia, il Medfest di Salonicco, Pristina e Pec in Kossovo, e un lungo un tour in Galles.E’ inoltre dal 2005 il direttore artistico del “Concerto euromediterraneo di dialogo tra le culture” che vede la presenza in scena, oltre a lui e al suo gruppo, di un’orchestra classica del paese di accoglienza diretta da Nayer Nagui dell’Opera del Cairo, con ospiti artisti mediterranei di prestigio come Fathy Salama, Hasna el Becharia, Pietra Montecorvino, Maria del Mar Bonnet tra gli altri (Cairo, Roma, Napoli, Otranto, Cosenza, nel 2006 Barcellona, Lussemburgo, Algeri).Il 20 Aprile 2007 esce “Sponda Sud”, che apre col brano omonimo scritto ad Addis Abeba per le voci bianche dei bambini etiopi. Nel 2008 è invitato al festival di Sanremo dove presenta il brano multietnico “Grande Sud”.Con questo nuovo lavoro discografico inizia nel 2008 un tour intenso che tocca tra le sue tappe più importanti a fine agosto il Fiesta Festival a Toronto (Canada) per finire con una torunè in Africa, a dicembre 2008, a Maputo e nuovamente ad Addis Ababa.Dell’agosto del 2008 è direttore artistico del Kaulonia Tarantella Festival a Caulonia (RC), da lui fondato nel 1998, che si affianca per importanza e numero di presenze ai grandi festival di musica etnica (Melpignano, Carpino ecc.) sorti sulla scia del movimento Taranta Power. Nel 2010 al Festival dei Due Mondi di Spoleto (il più prestigioso festival italiano di teatro e musica) presenta il concerto Briganti emigranti,Ad ottobre 2010 esce il libro“Brigante se more” che racconta la storia della celebre ballata da lui scritta con Carlo D’Angiò nel 1979.Nel 2010-2011 è impegnato in concerti in Grecia, Portogallo, Giordania, Marocco, Turchia, Filippine.A settembre 2011 su richiesta della nuova amministrazione comunale fonda il Napoli Taranta Festival che si inaugura con il concerto “Suite per orchestra e voci popolari” da lui scritto per l’orchestra e il coro del Teatro di San Carlo, diretta dal Maestro Julian Kovatchev. A dicembre 2011 esce il nuovo lavoro discografico dal titolo "Questione meridionale"
Mujura
Mujura (pseudonimo di Stefano Simonetta), musicista e cantautore calabrese che lavora da anni al fianco di Eugenio Bennato il quale ha fortemente sostenuto questo progetto discografico d’esordio e lo ha prodotto con Taranta Power. Il disco Mujura, missato da Jd Foster (Calexico, Marc Ribot, Capossela) e distribuito da Lucky Planets, segna una nuova strada nella dimensione del cantautorato e del folk italiano. Undici brani, che raccontano in testo e musica, nella forma canzone, un intreccio di mondi diversi. Ci sono elementi presi in prestito dalla musica popolare calabrese, nell’utilizzo di strumenti tradizionali (chitarra battente, tamburello), della lingua (un calabrese ricercato a tratti ostico, ma scelto con un’attenta ricerca sulla componente musicale e ritmica del suo suono) e dei ritmi, che convivono assieme a elementi della musica folk rock contemporanea. “Quello che mi interessa – dice Mujura - è scrivere canzoni. Per una serie di ragioni anagrafiche e storiche, come la mia frequentazione di ambienti di musica etnica, il mio viaggio nella musica popolare calabrese e in quella del sud con Eugenio Bennato, ho usato nei miei lavori alcuni strumenti e ritmi che provengono dalla tradizione musicale popolare calabrese e la lingua calabrese (non in tutti i brani) che conosco e ho studiato negli anni. Non nasco nell'ambiente della musica popolare, ci sono arrivato seguendo un percorso trasversale e trasversalmente continuo a muovermi in questo mondo. Nel disco, infatti, come citazione di canzone popolare ho usato in modo spregiudicato un canto di malavita”. Il disco Mujura può essere considerato un concept album sulla Calabria, sulle sue contraddizioni, il suo degrado e le sue degenerazioni sociali. Ma anche su una Calabria sconosciuta, lontana dalle menzogne illusorie da cartolina, dalle esasperazioni di cronaca nera e dai facili e volgari cliché folcloristici. “Ho parlato della Calabria in questo disco – continua Mujura - non come rivendicazione geografica o per motivi campanilistici, ma perché è l'argomento che conosco meglio di altri e sentivo di dover restituire un mondo del quale si hanno notizie parziali, frastagliate e imprecise. Quello dell'abbandono, della deturpazione, della malavita, della lentezza, del familismo e dell'isolazionismo in un mondo veloce e globalizzato”. Così il mondo calabrese all’interno del disco, viene restituito in un caleidoscopio di immagini che compongono una complessa realtà: la criminalità e la deriva sociale (i brani: A crapa, Sparami, Parti, Sdegnu di carceratu, Mancu li cani), il rapporto col passato e con la cultura popolare (i brani: Ngravachjumbu, Mani chini, Mujura), lo sbarco dei clandestini (il brano Amir), la natura selvaggia, la storia e l’isolazionismo (i brani: Blu, Suli). E anche l’uso della lingua fa la sua parte. Il dialetto calabrese, nel disco, si fonde con la lingua italiana nei brani A crapa e Mujura e l’italiano con il magrebino come nei brani Amir e Blu, due ballate in cui la voce di Mujura viene accompagnata da quella del cantante marocchino Mohammed El Alaoui, Eugenio Bennato. La ballata e la canzone folk sono intervallate da brani dalla ritmica serrata di tamburelli, percussioni e chitarre elettriche come Sparami, Ngravachjumbu, Mani chini e Sdegnu di carceratu.
Sponda Sud quartet
Sponda Sud quartet (Letizia D’Angelo, soprano; Laura Cuomo, contralto; Francesco Luongo, tenore; Edoardo Cartolano, basso) “Sponda Sud quartet” è un’ensemble vocale di giovani artisti campani, che ha già avuto modo di essere diretta da Eugenio Bennato (in una formazione più allargata di sestetto vocale dal nome di “Le voci del Sud”) in occasione di “Sinfonia per un Brigante”, concerto in onore di Carlo D’Angiò, e di “Qualcuno sulla Terra – canzoni inedite sulla Natività. Sponda Sud quartet ha recentemente riletto ed inciso le storiche composizioni dei Musicanova, fra cui “Canto allo scugnizzo, “Vento del sud” e “Pizzica minore”.
I Tenores di Bitti
I Tenores di Bitti "Mialinu Pira" sono uno dei gruppi a tenore di Bitti, intitolato allo scrittore Michelangelo "Mialinu" Pira, e nascono nel 1995. Il gruppo è composto da Omar Bandinu, Marco Serra, Bachisio Pira e Arcangelo Pittudu (Dino Ruiu fino al 2009). Sin dalla sua costituzione nel 1995 il Tenore di Bitti "Mialinu Pira" ha effettuato numerose tournée in Europa (Francia, Spagna, Germania, Svizzera, Austria, Slovenia, Estonia, Lituania, Croazia, Bosnia, Albania, Ungheria, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Estonia, Polonia, Irlanda e Vaticano), in Tunisia, in Giappone, in Brasile, Cile e negli Emirati Arabi. Nel 2001 ha partecipato alla IX edizione del Concerto di Natale in Vaticano trasmesso in mondovisione, in Italia su Canale 5, cantando nell'aula Nervi con Randy Crawford, Dolores O'Riordan, Terence Trent D'Arby, Hevia, Tiziano Ferro, Elisa, Edoardo Bennato e Massimo Ranieri ed esibendosi in udienza privata per papa Giovanni Paolo II. Il gruppo ha avuto nel 2005 una grande popolarità grazie alle partecipazioni alla trasmissione Affari tuoi, il cui conduttore Paolo Bonolis ha lanciato il brano Milia Vattu sa Trota, usato come stacco musicale del programma per molti mesi. Nonostante la sua matrice tradizionale il Mialinu Pira ha intrapreso un percorso di innovazione e trasversalità collaborando con musicisti di varia estrazione alla realizzazione di opere inedite. Tra le esperienze più significative si ricorda la collaborazione con il suonatore di cornamusa asturiana Hevia (conosciuto al concerto in Vaticano), con Tom Zè e l'Orchestra Mediterranea di San Paolo del Brasile che ha portato alla realizzazione di un CD e un DVD, e la realizzazione della colonna sonora del film tedesco Meine schöne Bescherung. Altre collaborazioni con la cantante serba Bilja Krstić[1] e con la cantante e violinista ceca Iva Bittová[2]. Il 10 maggio del 2009 si è esibito nel prestigioso Concertgebouw di Amsterdam [2], una delle sale da concerto più importanti nel mondo e il 10 dicembre dello stesso anno nella Chiesa della Natività di Betlemme[3]. Il 13 agosto 2012 ha cantato al festival della Notte della Taranta. Nel 2014 il gruppo è apparso da protagonista nel docufilm Isole di Francesca Floris, nel quale ogni componente ha approfondito il discorso del legame con la Sardegna, e di che influenza questo abbia sia nella vita personale che nel lavoro; il gruppo ha anche contribuito alla realizzazione della colonna sonora, esibendosi nel brano Anghelos cantate.[4]
Mimmo Cavallaro
Direttore artistico del Kaulonia Tarantella Festival, padre di quel fenomeno musicale e culturale esploso nel 2009, che ha ridato - o forse finalmente dato - valore alla tarantella calabrese. I suoi ritmi sciogligambe mettono in moto una chimica ricca e misteriosa che invoca mondi lontani. Secondo Mimmo Cavallaro la musica del Sud potrebbe diventare la colonna sonora dei popoli d’Europa.
Fabio Vargiolu

Comunicati Stampa


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